march 2014


Pablo Betti: Acronici Cromatici

por Concettina Ghisu


Pablo Betti: Acronici Cromatici

Scrive Wassilij Kandinskij ne Lo spirituale nell’arte: “Il suono musicale giunge direttamente all’anima. E vi trova subito un’eco, perché l’uomo ha la musica in sé” .
La serie che Pablo Betti presenta alla Libreria di via Sulis a Cagliari, fa parte della sua ricerca artistica di catturare il suono interiore della memoria attraverso la linea e il colore. Colore che penetra sulla superficie della tela per velature che la rendono cangiante, sfocata e mobile.
La pittura di Pablo Betti è tattile, senza essere materica, profonda per campiture lisce e sovrapposte, duttile e liquida come se fermasse in un istante la forma di un pensiero o il cromatismo invisibile di un’atmosfera. Il suo modo di lavorare, simile negli esiti all'espressionismo astratto di Mark Rothko e dei suoi color fields, è il risultato di una concentrazione mediata dalla musica classica, di cui egli assimila il codice e il metodo, rendendola ordinata come una partitura musicale.
Pittura mobile, che si fonde con il pulviscolo dell’aria, che esplora le dimensioni della luce spingendosi oltre l’orizzonte visivo per approdare alla dimensione dell’ignoto o dello spirituale.
Pittura di ombre colorate, in cui spesso la forma degli oggetti si smaterializza sciogliendosi nel campo visivo, perdendo di consistenza reale, spogliandosi della dimensione temporale per accedere in una dimensione di infinito, che si potrebbe definire di , respirabilità.
Pablo Betti arriva alla consapevolezza che l’osservazione profonda delle forme può portare alla loro dilatazione o contrazione, che richiama la dinamica dei moti dell’anima al cospetto di una memoria, un ricordo, una suggestione.
Per Pablo la pittura è archeologia dell’anima, capace di far emergere dal passato un senso traslato, un carattere immaginifico, un campo energetico che non si pensava di possedere.


Concettina Ghisu
Cagliari, marzo 2014